Superfici a rischio di carie

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Enamel lesions are categorized according to where they are located. Smooth surface lesions occur on the buccal, lingual, and interproximal surfaces. Pit and fissure lesions occur in enamel pits or on occlusal fissures.

Denti decidui e denti permanenti sono colpiti allo stesso modo.

Possiamo immaginare i concetti di demineralizzazione e remineralizzazione come oggetti di studio di una scienza relativamente nuova. In verità, abbiamo avuto a disposizione per diversi anni dati a supporto di questo concetto; semplicemente, non sapevamo come interpretarli.

Questo studio di Backer Dirks, per esempio, fu condotto nel 1966 prima che si diffondesse l’uso dei fluoruri. In questo studio,71 si seguì per sette anni lo sviluppo di lesioni a macchia bianca in soggetti di 8 anni. Tutte le lesioni aperte ?? furono riparate. Alla fine dei sette anni, i risultati lo dimostrarono:

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Lesione a macchia bianca allo stadio iniziale sulla superficie boccale di un primo molare permanente destro.
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Lesione a macchia bianca su un primo molare permanente sinistro che è stata parzialmente remineralizzata ed è stabile, senza attività.
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Secondo premolare mandibolare sinistro con una cavitazione sulla superficie boccale che non può essere remineralizzata e richiede un restauro. Da notare la carie superficiale distale visibile sulla preparazione.
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Lungo queste stesse linee di osservazione, più recentemente abbiamo iniziato a considerare l'intero processo carioso e l'approccio alla patologia in modo diverso rispetto al passato. Da tempo sappiamo che la carie è un complesso processo biologico che coinvolge un agente infettivo (batteri che producono acidi), l'ospite o paziente e la dieta (carboidrati fermentabili) Se la dieta è bilanciata in modo tale che i fattori protettivi dell'ospite (saliva) e il fluoro possano superare l'attacco dell'acido batterico, non si presenta alcuna demineralizzazione netta. Una frequente assunzione di alimenti acidogeni può compromettere questo equilibrio a favore della demineralizzazione netta. Venne utilizzato un modello umano intraorale di demineralizzazione/remineralizzazione per valutare diversi tipi di alimenti per spuntini fra i pasti. Lo studio dimostrò che certi cibi possono causare remineralizzazione netta, mentre gli alimenti "acidogeni" possono causare demineralizzazione. 9 Duggal et al.10 utilizzarono un modello umano leggermente diverso per esaminare la frequenza di assunzione di carboidrati con e senza uso di dentifricio al fluoro. Quando si utilizzava un dentifricio senza fluoro e la frequenza di assunzione dei carboidrati superava le 3 volte al giorno, si osservava una significativa demineralizzazione. Quando i soggetti utilizzavano un dentifricio a base di fluoro, la demineralizzazione netta si presentava solo se l'assunzione di carboidrati superava le 10 volte al giorno. Questo studio mette in rilievo la necessità di utilizzare un dentifricio al fluoro da parte di tutti i pazienti per contribuire a bilanciare, prevenire e invertire il processo carioso su base quotidiana. Hicks et al.11-13 hanno presentato una serie in tre parti sui fattori biologici coinvolti nel processo carioso, per quanto riguarda demineralizzazione e remineralizzazione, e hanno anche dato rilievo al ruolo di bassi livelli di fluoro assunto a cadenza quotidiana.

In questo esempio, un individuo di sesso maschile di 15 anni ha rimosso l'apparecchio ortodontico e si è recato direttamente all'ambulatorio del dentista mostrando la situazione che segue. Questo illustra uno squilibrio nel processo di demineralizzazione/remineralizzazione sino al punto di sviluppare molte lesioni cavitate aperte ?? che non possono essere remineralizzate. C'è necessità in questo caso di comprendere il processo carioso e prevenire la demineralizzazione? Le lesioni potevano essere riconosciute in uno stadio precoce ed essere fatte arretrare attraverso il processo di remineralizzazione? E la carie radicolare?

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(Un ringraziamento per il caso e la foto a: Dr. Neil Millikin)
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Carie sulla superficie radicolare

E la carie radicolare?

Sappiamo che la fase iniziale richiede la recessione del margine gengivale, in modo che la superficie radicolare sia esposta e dunque sia a rischio di carie. Il tessuto può essere normale, ma receduto per una serie di ragioni: abrasione (per es., spazzolamento dei denti), invecchiamento o condizioni parodontali. Questo determina la formazione di una superficie dentaria che precedentemente non era a rischio.

La fase II della carie radicolare è simile a quella della carie coronale; il processo inizia di solito in posizione apicale rispetto alla giunzione cemento-smalto, presentando alcuni sintomi clinici.

Sembra esserci uno strato sano e intatto di cemento, che si scioglie velocemente. È importante notare che lo smalto è minerale approssimativamente per l'88% (in volume), mentre la dentina è minerale solo per circa il 45% (in volume). Si potrà quindi immaginare il potenziale di agevolazione della demineralizzazione della superficie radicolare relativo alla superficie dello smalto.

Il quesito che i ricercatori hanno dovuto affrontare per molto tempo è stato "Tanto per cominciare, può una superficie radicolare remineralizzarsi, dal momento che è minerale solo approssimativamente al 45% (in volume)? La risposta è assolutamente affermativa. . . infatti è stato documentato che la superficie radicolare si può remineralizzare sino a raggiungere una percentuale di minerale superiore a quella iniziale. (Uno studio: 67% in più di remineralizzazione rispetto a placebo).

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Per quanto concerne la carie radicolare, Leake14 ha esaminato 807 fonti in un approccio basato sui risultati della ricerca empirica. L’accuratezza dei sistemi diagnostici non è nota, ma il colore della lesione aveva scarsa validità. L’uso della "morbidezza" per definire le lesioni attive è stato confermato come valido con la presenza di microbi nella lesione. È stato suggerito: "Per pazienti di età superiore ai trent’anni, la prevalenza di carie radicolare è approssimativamente del 20-22% in meno rispetto all’età della persona. La gravità si raggiunge in una lesione entro i cinquant’anni, due lesioni entro i settanta e appena tre lesioni dai settantacinque anni in poi. Circa l’8% (probabilità 1:11) della popolazione svilupperà quasi certamente una o più lesioni da carie radicolare in un anno". Tutti sono concordi nel reputare valido l’uso dei fluoruri nella remineralizzazione della carie radicolare.