Resistenza elettrica

La resistenza elettrica, nel corso degli anni, è stata usata in diverse forme nel tentativo di diagnosticare la carie. In linea di principio usa una variazione nella resistenza per indicare il contenuto di minerali È stata utilizzata per il rilevamento della carie occlusale27, e recentemente è stata usata per un valutazione in vivo e in vitro per la remineralizzazione delle lesioni con dentifricio. sono state alcune difficoltà e non è stata riscontrata una rilevanza statistica, ma le conclusioni indicavano che con modifiche ". . della resistenza elettrica, le misurazioni possono essere un mezzo per raffrontare l'efficacia di remineralizzazione dei dentifrici." Ancora più recentemente, la resistenza elettrica (usando l'Electric Caries Monitor, EMC) è stata usata in vitro in un raffronto con la radiografia trasversale per misurare la remineralizzazione (profondità della lesione radicolare e perdita di minerali) con diversi regimi di trattamento al fluoro. Sembra che la specificità ECM sia solo dell'80% cosa che la rende inappropriata per l'uso clinico in questa fase. 28 Sebbene non sia ancora pronta per l'applicazione clinica, indica le possibilità di misurazione della remineralizzazione/demineralizazione delle lesioni superficiali radicolari, difficili da diagnosticare.

Il nostro desiderio è quello di essere in grado di diagnosticare l'attività cariosa anche prima che questa diventi visibile clinicamente o radiograficamente quando potremo istituire metodi efficaci per la remineralizzazione e l'arresto della demineralizzazione della rete. Il processo carioso è un continuum dinamico e gli attuali metodi di diagnosi necessitano di altri studi e raffronti per il "gold standard". 29 Con i metodi di diagnosi della carie migliorati, Exstsrand30 suggerisce la necessità di potenziali test clinici usando lesioni non cavitate. I metodi di diagnosi precoce necessitano di valutazione, ma sono suggeriti per i testi clinici di terapie volte alla correzione dello squilibrio di demineralizzazione/remineralizzazione negli individui a rischio.Imrey e Kingman 31 hanno recentemente analizzato quest'area suggerendo la necessità dell'analisi dei dati che sfrutti completamente il risultato su scala ordinale o quello su scala continua. È auspicabile che si potranno avere a disposizione maggiori dati di test clinici che misurino le lesioni cariose precoci in modo quantitativo. Forse vedremo il miglioramento dei metodi come la tecnologia a fascio conico 3D che può fornire immagini tridimensionali. Non è così inverosimile poter immaginare un dispositivo come l'Accuitomo di J Morita (clicca e visualizza) che possa fornire un'immagine 3D delle lesioni cariose precoci. Sfortunatamente, la risoluzione è solo leggermente migliore delle coppie di 2 linee per mm, quando avremmo bisogno di di 22 lp/mm o più. Quando aumenterà la risoluzione potremo benissimo vedere programmi che analizzano in 3 D le variazioni di contenuto dei minerali all'interno di una lesione. Utilizzando l'analisi della sottrazione, saremmo in grado di monitorare lo stato della lesione e l'efficacia del nostro trattamento. Saremmo quindi in grado di applicare questi metodi ad una terapia per un singolo paziente che comprenda l'approccio di remineralizzazione?