Nuove frontiere

New Frontiers

I ricercatori industriali si stanno occupando dello sviluppo di nuove tecnologie per combattere i biofilm. Un approccio è quello di interferire nello scambio di segnali fra batteri del biofilm in modo che non possano comunicare fra loro.Un'altra tattica è quella di riprodurre le difese naturali sviluppate dalle creature oceaniche, come le balene e i delfini, che riescono a non accumulare biofilm batterici.5 I ricercatori del settore dentale stanno inoltre cercando di elaborare nuove strategie per controllare i biofilm orali 1,22 (si veda Tavola 2)

Tabella 2. Possibili strategie per controllare i biofilm orali23

Controllo delle sostanze nutritive

  • aggiunta di sostanze nutritive generative di base (arginina)
  • riduzione del flusso del fluido crevicolare gengivale (GCF) tramite agenti antinfiammatori
  • inibizione di enzimi microbici essenziali

Controllo del pH del biofilm

  • sostituti dello zucchero
  • agenti antimicrobici
  • fluoro
  • stimolare la produzione di base

Controllo del potenziale ossido-riducente

  • agenti ossido-riducenti
  • agenti ossigenanti

Altre strategie

  • interferire con i canali di comunicazione
  • prevenire la colonizzazione degli organismi selezionati
  • enzimi per dissolvere la matrice del biofilm
  • sostituire i patogeni con un ceppo meno aggressivo
  • fotoattivazione dei microrganismi

Modificare la concentrazione di ossigeno, il pH e la disponibilità di sostanze nutritive nella placca si è dimostrata una misura efficace per modulare la microflora del biofilm e dunque potrebbe rivelarsi utile. I patogeni parodontali, per esempio, richiedono un basso potenziale di ossido-riduzione. Aggiungere un agente ossido-riducente, come il blu di metilene, alle tasche parodontali si è dimostrato utile per inibire la crescita dellaP. Gingivalis.24 Poiché un aumento di flusso del fluido crevicolare gengivale (GFC) determina un aumento dell'apporto di sostanze nutritive per il biofilm subgengivale, il controllo del GCF potrebbe costituire in futuro una misura valida per controllare il biofilm subgengivale. L'uso di agenti antinfiammatori potrebbe aiutare non soltanto a inibire pathway distruttivi nell'ospite, ma anche a ridurre l'apporto di sostanze nutritive del GCF alla comunità del biofilm. Attualmente il NIDCR sta finanziando una ricerca in questo ambito, con lo scopo di individuare nuove terapie per il futuro.1